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Quanto tempo passa tra l'amputazione e l'applicazione della protesi?

2 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

quando si applica la protesi dopo amputazione

Una delle domande più frequenti di chi ha appena subito un'amputazione — o si sta preparando ad affrontarla — riguarda i tempi: quando sarà possibile iniziare ad usare una protesi?

La risposta dipende da diversi fattori clinici, ma esistono linee guida generali che permettono di avere aspettative realistiche e di prepararsi al percorso.


Il concetto di moncone “pronto”

Prima di applicare qualsiasi protesi definitiva, il moncone — cioè l'arto residuo dopo l'amputazione — deve raggiungere quello che clinicamente si definisce 'maturità': la ferita chirurgica deve essere completamente cicatrizzata, l'edema post-operatorio deve essere riassorbito e il volume del moncone deve essersi stabilizzato. Solo a questo punto l'invasatura protesica, che è la componente a diretto contatto con il corpo, può essere realizzata per la prima volta.


Fasi e tempistiche per amputazione di arto inferiore

Attenzione! Le fasi di seguito riportate sono indicative e non sono regole ferree: corrispondono alla media delle persone che hanno subito un’amputazione. Ogni caso va valutato a sé e le decisioni di ogni fase vengono prese da un team multidisciplinare.


Fase post-operatoria immediata (0-4 settimane)

Nei giorni successivi all'intervento la priorità è la guarigione della ferita, la prevenzione delle complicanze (infezioni, trombosi, contratture articolari) e la mobilizzazione precoce del paziente. Il Tecnico Ortopedico e il Fisioterapista intervengono già in questa fase con esercizi di rinforzo, posizionamento corretto del moncone per prevenire contratture e preparare la persona alla fase pre-protesica. Questa fase dura fino alla rimozione completa dei punti di sutura sulla ferita chirurgica e la sua guarigione completa.


Fase pre-protesica (2-8 settimane)

Quando la ferita è guarita, si entra nella fase pre-protesica. Il paziente lavora con il fisioterapista per irrobustire la muscolatura residua, mantenere o migliorare il range articolare e imparare a gestire il moncone; con il Tecnico Ortopedico invece si imposterà una terapia compressiva con calze e cuffie apposite in modo da preparare il più possibile il moncone all’utilizzo della prima protesi.


Protesi temporanea

Una volta che il moncone è pronto si può procedere alla presa misure e alla realizzazione della protesi temporanea. Esistono diverse tecniche di realizzazione e diversi componenti protesici che verranno scelti dal Tecnico Ortopedico in base alle necessità cliniche e agli obiettivi di recupero. Questa è la fase cruciale in cui si impara a camminare: lo stretto lavoro tra Fisioterapista e Tecnico Ortopedico è fondamentale e necessita di un costante monitoraggio per poter intervenire seguendo i cambiamenti a cui il corpo va inevitabilmente incontro durante questo periodo. È importante sottolineare che in questa fase non esisto tempistiche standard ma si valuta di volta in volta i risultati ottenuti.


Protesi definitiva

La protesi definitiva viene generalmente prescritta e realizzata almeno 6 mesi dopo la realizzazione della protesi temporanea. Anche in questo caso esistono diversi metodi di realizzazione e componentistiche diverse: solitamente viene sfruttata per realizzare una nuova invasatura adattandola ai cambiamenti del moncone e valutare l’utilizzo di componenti più idonee dopo il primo periodo di riabilitazione.


Mantenimento

La protesi definitiva, al contrario di quello che può suggerire il nome, non dura per sempre. Il corpo e il moncone sono in costate evoluzione e sarà quindi necessario monitorare i cambiamenti e sostituirla in caso di necessità.


Fattori che influenzano i tempi

Causa dell'amputazione: le amputazioni vascolari (diabete, arteriopatia obliterate periferica, ecc.) sono associate a tempi di guarigione più lunghi rispetto a quelle traumatiche, per via delle spesso precarie condizioni circolatorie dei tessuti residui. Livello di amputazione: più è prossimale l'amputazione (più vicina al tronco), più complesso è il percorso protesico e più lunghi sono i tempi di adattamento. Età e condizioni generali: pazienti anziani o con comorbidità significative (cardiopatia, insufficienza renale, neuropatia) tendono ad avere percorsi più lunghi. Motivazione e compliance: il coinvolgimento attivo del paziente nel percorso riabilitativo è uno dei fattori prognostici più importanti per la qualità del risultato finale.


Il ruolo del Tecnico Ortopedico Protesista

Il Tecnico Ortopedico Protesista è la figura centrale nella gestione dei tempi del percorso. È lui che valuta il moncone, esegue la presa misure, costruisce l'invasatura e la affina attraverso le prove successive.


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